Dopo l’apparizione a Pettegolezzi di Sera, Lupillo era diventato intoccabile. Letteralmente. Nessuno a Roccapelata osava più avvicinarsi a meno di tre metri senza protezioni speciali. I negozi di conchiglie protettive, fino ad allora ritenuti oggetti da amatori di cricket, registrarono un’impennata storica.
Ma la vera svolta avvenne una sera, quando il Circo dei Mutanti – "più spettacolare di un incubo dopo tre peperonate" – arrivò in paese.
Il manifesto era eloquente: "Vieni a vedere la Donna Cactus, il Bambino-Furetto e il Misterioso Uomo Senza Capezzoli!". Lupillo, con la sua nuova fama da creatura paranormale, venne invitato come ospite d’onore.
Il primo problema nacque subito al cancello: Lupillo strappò i pantaloni del nano che distribuiva i biglietti, perché, a suo dire (tramite la sua interprete ufficiale, un’ex cartomante in cerca di visibilità), "non sopportava chi si abbassa troppo rapidamente".
Dentro al tendone, l'atmosfera era elettrica. Lupillo, munito di occhiali da sole (Ray-Ban tarocchi, ma chi se ne accorgeva?), venne fatto accomodare su un trono dorato improvvisato con vecchie sedie da campeggio. Gli offrirono una ciotola di cocktail di salsicce, mentre il direttore del circo, un ometto untuoso di nome Bazzo, si faceva largo tra i mostri umani.
«Signor Lupillo,» esordì Bazzo, inchinandosi fin quasi a baciargli la coda, «vuole unirsi al nostro spettacolo itinerante? Abbiamo bisogno di una vera star.»
Lupillo sollevò un sopracciglio (una cosa inquietante da vedere su un cane) e ringhiò qualcosa che la cartomante tradusse come: «Solo se mi date il camper più grande e illimitate salsicce a vita.»
Il contratto fu firmato immediatamente, usando una zampa di Lupillo intinta nel ketchup.
Il tour mondiale cominciò.
Prima tappa: Las Vegas di Roccapelata (un prefabbricato con tre slot machine e una finta fontana). Qui, Lupillo si esibì in un numero in cui strappava pantaloni a tempo di musica techno anni ’90. La gente, abituata a numeri tristi con canarini ammaestrati, impazzì.
I problemi iniziarono quando Lupillo, travolto dall’entusiasmo, azzannò il sindaco tra gli applausi scroscianti. Da quel momento, in paese nacque una nuova usanza: se un cane ti mordeva il pacco, era considerato un portafortuna.
Seconda tappa: Parigi.
Beh, tecnicamente era una pizzeria chiamata "Parigi Da Gino", ma dettagli. Qui Lupillo affrontò il suo primo vero nemico: Gattoferatu, un persiano obeso con il carisma di un paracarro e la cattiveria di un usuraio.
Lo scontro fu epico. Lupillo balzava, ringhiava, roteava come una trottola indemoniata, mentre Gattoferatu si limitava a stare immobile, sibilando insulti in francese. Alla fine, Lupillo vinse usando la Tecnica Segreta delle Salsicce Volanti, lanciando wurstel avvelenati d’amore.
La vittoria consolidò la sua fama. Su TikTok, il video "Cane Strappa Testicoli Batte Gattoferatu #EpicBattle" superò i 10 milioni di visualizzazioni in un pomeriggio.
Terza tappa: Sanremo.
Il Festival non aveva invitato Lupillo, ma lui si presentò comunque, travestito da corista gospel. Nessuno capì come ci riuscì (si vociferava di una tresca amorosa con il responsabile del guardaroba).
Durante l'esibizione di un noto cantante indie, Lupillo si infilò tra gli orchestrali e ululò a squarciagola durante l'assolo. Fu immediatamente definito "la performance più autentica degli ultimi vent'anni" e ricevette una proposta per rappresentare l'Italia all’Eurovision.
Ma la fama ha un prezzo.
Lupillo iniziò a cambiare. Smise di mordere per sport e cominciò a farlo su commissione: uno youtuber gli offrì 10.000 euro per strappare i pantaloni a un ex professore di matematica odiato da tutti. In breve, Lupillo divenne una leggenda metropolitana: il Cane Vendicatore.
Potevi invocarlo se avevi subito un torto, bastava inviare una richiesta tramite un app segreta, "DogBiteNow". I sindacati protestarono, gli psicologi si divisero tra chi lo vedeva come una catarsi sociale e chi come l’apocalisse della civiltà.
E il nostro eroe?
Lupillo, ormai indifferente ai drammi umani, si godeva il suo attico a Dubai (finanziato da una collezione NFT dei suoi migliori morsi) e pianificava il suo prossimo colpo mediatico: entrare in politica.
Il suo slogan era già pronto:
"Un morso per tutti, giustizia per nessuno."
E nel suo ululato di quella notte si poteva quasi sentire una promessa: la luna piena non avrebbe più protetto nessuno.
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~ Paperissimo Me ~
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