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Boomerland: Cronache dal Parlamento dei Fossili

Commedia politica italiana
💭 Sinossi. In un’Italia che sembra rimasta incastrata tra la lira e il televideo, la politica è ancora in mano a una generazione che non sa distinguere una storia su Instagram da una storia vera. I boomer comandano, legiferano e si scannano in Parlamento come se fossero al bar alle 7 di mattina, mentre fuori il mondo corre a 5G.

Ma qualcosa bolle nel Wi-Fi. Una nuova generazione sta per alzare la voce — e non per fare una stories, ma per cambiare le regole del gioco. Tra influencer rivoluzionari, ministri in live su Twitch e leggi scritte in emoji, prende forma una parodia sfacciata e dissacrante della politica italiana, vista attraverso gli occhi ironici, arrabbiati e digitalissimi della Gen Z.

"Boomerland: Cronache dal Parlamento dei Fossili" è un viaggio tragicomico in un’Italia immaginaria, ma non troppo lontana dalla realtà, dove la vera rivoluzione parte da un meme e finisce… beh, questo tocca a voi scoprirlo.

Capitolo 1: Il Parlamento dei Dinosauri

Raga, vi devo raccontà 'sta storia assurda. Sembra un episodio di Black Mirror, ma peggio. Tipo se Black Mirror l'avesse diretto un boomer col profilo Facebook pieno de frasi tipo “una volta qui era tutta campagna” e meme con i Minions.

Tutto iniziò in un Paese lontano ma neanche troppo: Italolandia. Un posto dove il Wi-Fi lagga più dei cervelli di certi senatori e il Parlamento sembra un circolo bocciofilo sponsorizzato dalla nostalgia canaglia.

A capo del governo c’era lui: On. Cesare Faxoni, 78 anni, soprannominato il Filo del Telefono. Un uomo che crede che Spotify sia un detergente per i piatti e che TikTok sia una malattia venerea. Era convinto che “le nuove generazioni devono imparare a zappare la terra”, mentre lui non sapeva neanche usare Google Maps senza chiamare il nipote.

Capitolo 2: L’Insurrezione dei Millenial-Z

Ma un giorno, il cielo di Italolandia si oscurò. No, non per colpa del cambiamento climatico (che secondo Cesare Faxoni “è solo una moda”), ma perché qualcosa si stava muovendo su Instagram.

Un esercito di creator, streamer, e fan di Geolier e Sfera, capitanati da Zack Cazzenger, influencer napoletano con 2,3M follower e zero peli sulla lingua (letteralmente, perché fa il laser), iniziò a postare stories con l’hashtag: #BoomerOut.

Basta con le leggi scritte col Commodore 64,” diceva Zack in un reel da urlo, mentre indossava occhiali da sole a forma di emoticon e ballava su una base di drill napoletana. “Vogliamo una politica che parla la nostra lingua, che sa cos’è un NFT, che non va in panico se il documento è in PDF!”

Capitolo 3: Il Colpo di Stato (ma soft, tipo in pigiama)

Il 21 aprile, giorno storico: migliaia di GenZ, armati di powerbank, airpods e pancetta vegana, assaltarono il Parlamento. Non con la violenza, ma con meme, storie indignate, e una pioggia di commenti tipo “ok boomer” e “ma questo è cringe fr fr”.

I boomer, disorientati, cercavano di rispondere via fax. Uno provò a chiamare “la Rai” per denunciare TikTok, un altro si barricò nel bagno chiedendo Alexa di chiamare la polizia, ma Alexa stava ascoltando Sfera e quindi ignorò tutto.

Alla fine, il governo cadde. Letteralmente. Cesare Faxoni inciampò su un cavo Ethernet e finì in coma mediatico.

Capitolo 4: La Nuova Era

Con i boomer fuori dai giochi, finalmente nacque la Repubblica Italiana delle Stories. Ogni legge veniva votata con un sondaggio su Instagram, il dibattito parlamentare si faceva in live su Twitch, e il Presidente della Repubblica era una femminista accanita gamer di 22 anni con la laurea in scienze politiche e una collezione di Funko Pop.

I ministeri cambiarono nome:

* Ministero della Cultura Pop

* Ministero del Meme Interno

* Ministero per il Futuro Sostenibile e l’Estetica Feed-Friendly

E nessuno, mai più, confuse una chiavetta USB con un accendino.

Capitolo 5: Morale della favola (se proprio serve)

Non è che ce l’abbiamo con i boomer. Ma se per scrivere una legge ti serve un righello, un fax e “l’aiuto del tecnico”, forse è tempo di passare il testimone. Perché il futuro è adesso, è digital, è iperconnesso… e ha pure il filtro Valencia.

E ricordate, ragazzi: mai fidarsi di uno che dice “io ai miei tempi…” mentre digita con due dita.

~ Paperissimo Me ~

© RIPRODUZIONE RISERVATA 

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