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La Casa Senza Sonno: Non puoi sfuggire

La casa senza sonno racconto breve paranormale

🔖Sinossi: Quando Sara eredita la vecchia casa di famiglia, spera di trovare un po’ di pace e risposte sul suo passato. Ma appena varca la soglia, qualcosa di oscuro si risveglia tra le mura. Ogni notte, rumori inquietanti e sussurri provenienti dall’oscurità la spingono sempre più vicina al limite della follia. Mentre esplora stanze dimenticate e antichi segreti sepolti, scopre che la casa non è solo un luogo… è qualcosa di vivo. E non ha mai smesso di osservare. 

Un romanzo paranormale di terrore e mistero da leggere solo se hai il coraggio!

Capitolo 1: L’arrivo

La pioggia cadeva sottile e incessante mentre Sara stringeva le mani sul volante, gli occhi fissi sulla strada fangosa che si snodava tra gli alberi. Il cielo plumbeo pesava sull’auto, e ogni ombra tra i rami sembrava un presagio. La vecchia casa dei suoi nonni, ormai disabitata da anni, era apparsa all’improvviso tra la nebbia: un’ombra scura contro il cielo grigio.

Spense il motore e scese, il vento gelido le sferzò il viso. La porta cigolò aprendosi, rivelando l’odore stantio del tempo fermo. Sara accese la torcia del cellulare, la luce tremolante danzò sulle pareti di legno scuro. Ogni passo echeggiava sinistro nel silenzio.

Salì al piano superiore, i gradini scricchiolarono sotto il suo peso. La sua vecchia stanza era esattamente come la ricordava: i poster scoloriti, la polvere sui mobili, e il letto coperto da un telo bianco. Un improvviso fruscio la fece voltare di scatto. Non c’era nessuno. Solo il vento, si disse. Solo il vento.

Capitolo 2: La prima notte

Il temporale si abbatté sulla casa con una furia improvvisa. Sara si rannicchiò sotto le coperte, il cuore che batteva troppo in fretta. Qualcosa la svegliò nel cuore della notte: un suono sottile, quasi impercettibile.

Gratta... Gratta...

Aprì gli occhi nel buio. Il rumore veniva dalla parete accanto al letto. Accese la torcia e la puntò sul muro. Niente. Solo legno vecchio e umido. Poi il rumore tornò, più forte.

Gratta... Gratta...

Il cuore le balzò in gola. Avvicinò l’orecchio alla parete e sentì... un respiro. Un brivido gelido le scese lungo la schiena. Balzò giù dal letto, la torcia tremava nella sua mano. La stanza era vuota, ma l’aria era gelida, densa. Qualcosa si muoveva nell’ombra.

Capitolo 3: Le voci

La mattina successiva, Sara esplorò la casa. Ogni angolo le sembrava diverso, più scuro, più stretto. Si fermò davanti a una porta che non ricordava: una vecchia porta di legno, chiusa con un lucchetto arrugginito.

Non aprire.

La voce sussurrò fredda dietro di lei. Si voltò di scatto, ma non c’era nessuno. Un brivido le percorse la schiena. Strinse i denti, decisa ad affrontare le sue paure, e strappò via il lucchetto. La porta si aprì con un gemito sordo.

La stanza era buia, l’aria pesante. Al centro c’era un vecchio baule. Sara si avvicinò, le mani tremanti mentre sollevava il coperchio. Dentro, c’era solo un vecchio diario. Lo aprì e lesse:

"Non siamo soli. La casa ci guarda. E non dorme mai."

Capitolo 4: L’ombra

Quella notte il vento ululava tra le mura, e Sara non riusciva a dormire. Ogni ombra sembrava muoversi, ogni scricchiolio le gelava il sangue. Poi sentì di nuovo il rumore.

Gratta... Gratta...

Il suono proveniva dal corridoio. Si alzò dal letto e uscì, la torcia tremante nella mano. Il corridoio era avvolto nell’oscurità. Fece un passo avanti... poi un altro.

Improvvisamente la torcia si spense. Il buio la inghiottì. E nel buio, sentì il respiro. Lento. Profondo. Vicinissimo. Un’ombra emerse dall’oscurità: alta, magra, con occhi vuoti e bocca spalancata in un urlo silenzioso.

Sara corse. Si lanciò nella sua stanza, chiuse la porta e si rannicchiò contro il muro, tremante. Dietro la porta, il raschiare continuava.

Gratta... Gratta...

Capitolo 5: Il risveglio

L’alba filtrava pallida dalle finestre. Sara si svegliò, il cuore ancora in gola. Non era stato un sogno. Il diario giaceva aperto accanto a lei, una pagina nuova scritta durante la notte:

"Non puoi fuggire. La casa ti ha scelto."

Prese il cellulare per chiamare aiuto, ma non c’era segnale. Doveva andarsene. Si precipitò giù per le scale, ma la porta d’ingresso era chiusa. Girò la maniglia con forza, ma non si apriva.

Dietro di lei, le scale scricchiolarono. Non c’era nessuno. Poi sentì il respiro.

Capitolo 6: La fuga

Sara corse. Le stanze si susseguivano una dopo l’altra, tutte uguali, tutte sbagliate. La casa era cambiata. Le pareti si stringevano, i corridoi si allungavano.

Poi vide la porta della cantina. Forse lì avrebbe trovato una via d’uscita. Scese di corsa i gradini bui, la torcia che illuminava solo pochi passi davanti a lei.

In fondo alla scala, trovò un’altra porta. La spalancò. Oltre, c’era solo il vuoto. Un’enorme stanza nera, senza fine, dove le ombre si muovevano lentamente.

Una mano gelida le sfiorò la spalla. Si voltò. L’ombra era lì. Immensa. Famelica. La bocca spalancata in un urlo silenzioso. Sara urlò.

Capitolo 7: La casa senza sonno

La polizia trovò la casa giorni dopo. La porta era spalancata, ma dentro non c’era nessuno. Solo il diario, aperto sull’ultima pagina:

"La casa ha fame. E adesso non dormirà mai più."

E da allora, ogni notte, se ascolti bene, puoi sentire quel suono sottile nell’oscurità:

Gratta... Gratta...

~ Paperissimo Me ~

© RIPRODUZIONE RISERVATA 

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